La Masseria
La chiesetta
La piccola cappella rurale costruita in pietra fu edificata dall'Arciprete Nicola Albanese, come testimonia l'epigrafe:
"Il reverendissimo Arciprete Nicola Albanese fece edificare questo tempio nei suoi possedimenti per la famiglia Albanese e per la sua devozione. Parole di un ecclesiastico devoto al Signore".
Lo stesso affidò al pittore F. Carella il compito di abbellirne l'interno con magnifici affreschi, terminati nel 1737, ammirabili ancor oggi.
Gli esterni
Murgia Albanese appartiene alle masserie cubiche; il signore demandava la conduzione della proprietà al massaro, ma ne curava personalmente l’aspetto esterno che diventava, attraverso l’importanza delle linee architettoniche il simbolo della sua potenza; la Murgia infatti è l’esempio tangibile di quella cultura un po’ paesana ma pretenziosa, della grossa provincia del Regno di Napoli alla fine del ‘700.
Gli Interni
L’atmosfera che aleggia in ogni angolo della “Masseria Murgia Albanese” costituisce il suo fascino. Nulla è cambiato: le strutture, gli infissi in legno, i vecchi chiavistelli, le chianche bianchissime in gran parte della casa, gli stipi… tutto è lì come una volta. Mobili e suppellettili raccontano storie del passato: grammofoni ormai vetusti convivono con divani ottocenteschi, fotografie e ritratti di impettiti signori fanno bella mostra di sè nelle sale del piano superiore.
Le camere da letto sono arredate con mobili di famiglia, appartenuti a bisnonni e prozii, ma ottimi materassi assicurano un buon riposo in un silenzio campestre. La sala ricevimenti è stata ricavata all’interno di una grande stalla, conservando le antiche arcate delle mangiatoie in pietra, l’antico fienile, invece, è diventato una comoda stanza per rilassarsi con un buon caffè e magari in compagnia di buon libro.